Angelbird AV PRO SD V60 UHS-II: la nostra recensione

Recentemente lo storico importatore italiano Polyphoto SPA ha portato ufficialmente in Italia il marchio Angelbird. Conosciutissimo a livello professionale tra fotografi e videomaker, ma sconosciuto al pubblico retail italiano, non essendo mai arrivato nei negozi di fotografia e sui canali ufficiali web. Fino a ora.
Era un po’ di tempo che pensavo di regalare allo slot n°1 della mia Olympus E-M1 Mark2 una scheda SD UHS-II, e spesso mi sono trovato ad aggiungerne varie al “carrello”, imbattendomi poi nel dubbio amletico “ne varrà la pena?”.

Faccio solo fotografia, uso le raffiche raramente, ma il mio tarlo erano quei fastidiosi “delay” successivi allo scatto. Nella mia M1 mark2, così come in tante altre macchine, fin quando la scrittura non è avvenuta non è possibile consultare la scheda in lettura e rivedere gli scatti.
Non rincorrendo quindi il top delle velocità, per le mie esigenze, ho ritenuto quasi sempre eccessivi i prezzi delle classiche UHS-II (tipo Sandisk) da 300 mb/s in lettura che viaggiano su prezzi oltre i 110€, nel formato che cercavo, da 64GB. Esistono altre marche che producono la “via di mezzo” che cercavo, ad esempio Lexar (conosciuta in ambiente Olympus per i famosi problemi di incompatibilità che ha creato a molti), ma non mi hanno mai convinto.
E così alla presentazione, mi sono convinto che queste Angelbird AV PRO SD V60 facessero proprio al mio caso e qualche giorno fa l’ho presa. Prestazioni dichiarate doppie rispetto alle Sandisk Extreme PRO che ho sempre usato con soddisfazione, a un prezzo tutto sommato accettabile, pagata 55€ su Amazon, prodotto rigorosamente Polyphoto!

Modello non di punta della casa austriaca, promettono una velocità di lettura fino a 280 mb/s e una velocità di scrittura di 160 mb/s, a differenza del modello di punta, la Angelbird AV PRO V90 che permette una lettura fino a 300 mb/s e una scrittura fino a 280 mb/s.
La scheda è sicuramente più performante, quindi tralascio i test super tecnici con i vari software da PC, ma l’esperienza d’uso quando è montata in macchina cambia?

Banalmente per capirlo, conto i “battiti di schedina” in alto a sinistra nel monitor della mia E-M1 Mark2 per capire quando vantaggio ho in ambito operativo.

Giudicate voi, dai video:

Test 1: Scatto Singolo: 2 “battiti di scheda” per la Angelbird, circa 5 per la classica UHS-I

Test 2: 4 scatti in raffica “L”: 3 “battiti” per la Angelbird, circa 7 per la classica UHS-I

Test 3: Buffer massimo in raffica “H”: Aumentano i secondi di raffica High 15 fps in RAW, passano da circa 4 secondi in cui ho scattato esattamente 56 foto in RAW+JPEG, a circa 6 secondi in cui ho scattato esattamente 85 foto in RAW+JPEG e quando rallenta, la velocità della UHS-II è nettamente più alta rispetto alla UHS-I. I tempi di salvataggio sono incredibilmente a vantaggio della UHS-II: circa 20 “battiti” per la Angelbird, Oltre 60 per la classica UHS-I.

Test 4: Scatto in modalità HI-RES: Circa 15 secondi per l’intero processo per la classica UHS-I, Poco più di 11 secondi per l’Angelbird. In questo caso va valutato che parte dell’intero processo è demandato al processore, che ovviamente non trae giovamento dalla Scheda. Il vantaggio è solo nella scrittura, non nell’elaborazione del file

Per quanto riguarda l’affidabilità, soltanto il tempo potrà darci più info al riguardo, ma all’estero ormai è tempo che moltissimi professionisti si affidano a questo brand austriaco, con grande soddisfazione.

Ma torniamo al mio dubbio amletico: ne sarà valsa la pena? Per le esigenze del sottoscritto, assolutamente si.

Vi lascio il link di acquisto su Amazon, ma troverete questo marchio anche in molti dei più importanti rivenditori foto/video fisici in Italia.

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