Laowa 9mm ƒ/2.8 Zero Distortion “C Dreamer”: la nostra recensione

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Premetto che, oggi, il marchio al di fuori del “Big Brand” manufatturiero di corpi macchina e lenti viene in linea di massima accostato alla possibilità di avere un prodotto simile all’effettivo originale, ad un prezzo più abbordabile e dalle prestazioni “più o meno lì”, con qualche punto a favore ed altri a sfavore. Basti pensare ai vari Tamron o Sigma che hanno sempre proposto delle misure focali molto vicine a quelle delle lenti proposte dalle varie case madre.

Ci siamo poi abituati a vari altri brand che hanno agito come “alternativa” all’alternativa ma con grosse limitazioni (solo lenti fisse e con paraluce fisso, per esempio) ma andando comunque a strizzare l’occhio ai più povery (passatemi il concetto ma effettivamente brand come Samyang hanno fatto questo per anni, peraltro migliorandosi ed aggiornandosi), oppure ad altri brand che effettivamente hanno puntato alla qualità ma mai strizzato l’occhio ai povery o a soluzioni che potessero essere utili all’utilizzo di “accessori terzi” (mi viene in mente Voigtlander che ha sempre realizzato ottiche di pregio che sarebbero potute essere utilizzate con dei filtri a lastra ma è sempre stato necessario che qualcuno realizzasse il supporto) etc etc.
Ma attenzione: tutte queste distinzioni non sono da intendersi critiche, sto semplicemente raccontando quello che è avvenuto per anni!

 

 

Poi spunta un brand, originariamente chiamato Venus Optics a cui poi si è aggiunto “Laowa” (che, se non vado errando, significa “vecchia rana”) il quale si è posto fin dal primo momento come rivoluzionario e, ad oggi, a tutti gli effetti lo è!
Senza perdersi in approfondite descrizioni sulla storia del brand e sui restanti prodotti (che potrebbero venir intese come “propagandistiche”), vorrei subito concentrarmi sul 9mm che mi è stato fornito, per due mesi, in prova.

Va detto subito, però, che anche il 9mm si pone con delle caratteristiche uniche strizzando l’occhio non tanto ai meno abbienti (infatti non è per tutte le tasche ma il tutto è motivato) ma a tutti quelli che ricercano una lente quanto più priva di distorsioni, di aberrazioni cromatiche, che sia costruita bene, che sia compatta, che sia soddisfacente anche in ambito video, che abbia la possibilità di montare filtri, che sia risolvente e che abbia una buona apertura diaframma. Si, il Laowa 9mm riesce a dare tutto questo!

Vediamo come.

 

Zero D: Davvero?

 

Da ex possessore di Samyang 10mm 2,8 che viene dato come “rettilineo”, una volta che ho visto le dimensioni e le funzionalità di questo Laowa 9mm la prima cosa che ho pensato è “non è possibile”: non pensavo si potessero ottenere queste caratteristiche con queste dimensioni lente ed invece? Ed invece, dopo i primi scatti, sono rimasto basito!

Inizialmente ho voluto metterlo alla prova con la classica struttura, una chiesa (a Calasetta) che ha questa piazza caratterizzata da linee e simmetrie molto marcate seppur la struttura stessa nient’altro è che una chiesetta di paese. Ebbene sono riuscito, anzitutto, ad includerla praticamente tutta in uno scatto (i 9mm sono equivalenti ad un 13,5mm su Full Frame) eppoi, beh, guardate, questo è lo scatto privo di correzioni o profilo lente correttivo (per camera raw non esiste..!).

La seconda prova che ho voluto fare è stata, forse, pure più intensa: ho avuto il permesso di entrare in una ferreria ed ho voluto fotografare questo “separatore – classificatore” (non so bene come chiamarlo) magnetico che permette di separare le varie sbarre di ferro per spessore.
Ho pensato che con un punto di presa molto ravvicinato e delle forme decisamente regolari sarebbe stato possibile evidenziare eventuali distorsioni ma.. niente, al contrario, sembra di entrare fra quelle sbarre! Se notate delle piccole pendenze è perché è un mio errore e non ho voluto applicare nessuna correzione allo scatto.

Si può dunque affermare che è davvero “zero distorsioni”? Assolutamente si anche se le forme assumono uno “stiramento”, per lo meno risulta regolare e senza “baffi”, “barilotti” e distorsioni varie: fotografare gli interni con questo obiettivo è altamente consigliato a patto di trovare anche il giusto punto di presa, specie in altezza!

 

Vignettatura, nitidezza, aberrazioni cromatiche e flare.

 

Il Laowa è una lente sorprendente sotto quasi tutti i punti di vista ma in qualcosa pecca: la vignettatura. Considerando dimensioni e schema ottico c’era quasi da aspettarselo tuttavia non è così impossibile gestirla seppur, a mio avviso, trattasi di una vignettatura di circa 2 stop.

Tenendo presente che possiedo una Fuji X-T1 con la quale ho testato la lente, ho potuto constatare che, anche in notturna, non è così difficoltoso recuperare gli angoli “scuri” anche se si denota un aumento di croma e luma noise. Questo problema si porrà decisamente meno sui sistemi M4/3 a cui la lente è dedicata ma anche a macchine fotografiche più prestanti sui recuperi di quanto una X-T1 possa fare (vedasi X-T20 / T2 / T3 / T30, Sony A6300 – 6400 – 6500 e le appena presentate 6100 e 6600). Va dunque detto che la mia prova potrebbe essere piuttosto estrema considerando i corpi macchina più recenti e prestanti.

Per le restanti caratteristiche, beh che dire, eccelle in quasi tutte!
Per quanto riguarda la nitidezza ho potuto constatare che i dettagli son ben distribuiti su tutto il frame senza avere zone molto più dettagliate di altre decisamente stirate e/o fuori fuoco: “sweet point”da diaframmi 5.6 a 9 ma la chiusura fino ad ƒ/16 non comporta drammatici aumenti di diffrazione. Proprio per questo ho avuto tanto piacere nell’utilizzarlo e sui paesaggi con tramonti e sui fondi – primi piani con una forte ambientazione per realizzare poi delle fotografie notturne, anche chiudendo in maniera estrema (ƒ/16 – ƒ/22) per sfruttare le risultanti su dei punti luce molto forti ed avere dei bellissimi spike, molto regolari!

Anche per quanto riguarda i flare e le aberrazioni cromatiche l’obiettivo si comporta in maniera egregia con un flare tutto sommato molto contenuto fatto salvo posizionare il sole al centro del fotogramma ed avere una sorta di anello giallo – rossastro che potrebbe essere sfruttato a scopi fotografici come effetto. Per le aberrazioni cromatiche…? Non ho avuto problemi evidenti neppure con le stelle in fase di ripresa notturna a diaframma completamente aperto.
Ecco un esempio:

Peso, dimensioni, fattura.

 

Il 9mm, come scritto prima, è decisamente il campione per quanto riguarda la portabilità. È stato assolutamente piacevole poterlo trasportare praticamente ovunque senza dover sacrificare parti nello zaino, senza dover sentirne il peso del trasporto.
Essendo interamente in metallo, paraluce compreso (a mio avviso almeno questo sarebbe potuto essere di plastica – abs, in metallo è veramente troppo facile lasciargli qualche segnetto), la costruzione risulta essere ottima ed affidabile, non presenta nessun contatto di comunicazione con i corpi macchina per cui è progettato ed ha la regolazione del diaframma molto morbida… quasi un declick ma gli “scatti” si avvertono comunque: molto comoda per avere delle posizioni ben definite senza dover guardare il corpo della lente e, quindi, utile per i videomaker.

Le sue dimensioni, inoltre, ci facilitano il risparmio su eventuali accessori da utilizzare su di esso (se smarriamo il tappo, un tappo da 49mm costa veramente poco!) come per esempio i filtri circolari: pensate ad un polarizzatore da 49mm gestibilissimo e dalla spesa veramente contenuta!

Conclusioni:

 

Il Laowa 9mm, dunque, non si pone solo come si pongono gli altri marchi per quanto riguarda essere l’ “alternativa all’originale” ma vuole essere l’ennesima lente made in Laowa che offre una serie di caratteristiche veramente uniche ed introvabili tutte assieme in nessun’altra lente sul mercato, ci tengo a sottolinearlo perché scegliere Laowa significa scegliere una lente (qualsiasi essa sia) che ha specifiche decisamente ricercate, personalità unica, risultati ottimi difficilmente ottenibili con altri obiettivi… oserei dire perfino con gli originali delle case madre Canon Nikon etc etc. Se, in sostanza lo consiglio? Assolutamente si!

Ami la fotografia di paesaggio? Te lo consiglio
Ami la fotografia notturna? Te lo consiglio
Ami la fotografia d’interni? Te lo consiglio
Ami la fotografia che rappresenta piccoli spazi ambientati in situazioni di grande respiro? Te lo consiglio
Detesti le distorsioni? Te lo consiglio
Detesti i flare? Con un po’ di attenzione sull’utilizzo, è consigliato

Link alla pagina ufficiale del prodotto: QUI!

Link al sito ufficiale Laowa Global: QUI!

 

Di Giovanni Corona

Classe 1982, del Sulcis Iglesiente (Sud Sardegna), la mia passione fotografica si fonda sul porre in risalto le fatiscenze e la storia di questo angolo di terra. Sviluppatasi in svariate forme di contestualizzazione, trova sfogo ultimo nella fotografia di paesaggio diurno/notturno.
Oggi continuo il mio percorso fotografico alla perenne ricerca del miglioramento, comprendendo anche la sezione test/recensioni per il quale mi trovo direttamente interessato, ricevendo materiale direttamente dai produttori.
Tutto questo è riassunto in un unico concetto espresso in 3 parole: “The Photographic Imprint”.

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