Nikon Z6: la nostra recensione

Grazie a Nital, distributore ufficiale in Italia di tanti brand tra cui Nikon, abbiamo avuto la possibilità di provare per alcune settimane la nuova Nikon Z6, fotocamera mirrorless che insieme con la Z7 è andata a gettare le basi del futuro della gloriosa casa nipponica, nel mondo senza specchio.

Ad onor del vero Nikon aveva già a catalogo una serie di fotocamere mirrorless, quella serie 1 che non ha mai spiccato il volo, tanto da spingere la stessa Nikon ad abbandonare il progetto, probabilmente a causa di un sensore troppo piccolo e di una gamma di obiettivi dedicati che non è mai stata realmente competitiva con altre realtà similari (vedi il mondo mirco 4/3).

In questi mesi, dal lancio di questa nuova Z Series fino ad oggi, abbiamo letto e visto parecchio su questo nuovo sistema, ma come in ogni nostra recensione, non terremo conto di quello che abbiamo visto, letto e sentito e giudicheremo il sistema secondo quella che è stata la nostra esperienza d’uso, senza condizionamento alcuno.

E ve lo diciamo subito: questa fotocamera, tra pregi e difetti (ogni sistema ne ha) ci è piaciuta. Ma procediamo con ordine.

La Z6 secondo i nostri gusti è molto bella esteticamente e molto comoda da impugnare. Da questo punto di vista la storia del brand nel campo si fa sentire. Abbiamo subito preso confidenza con il mezzo, ricorda molto sia nel menù che nell’ergonomia le “antenate” nel mondo reflex. Le uniche cose per le quali abbiamo avuto bisogno di un po’ più di tempo per abituarci, sono state il tasto ISO e la ghiera posteriore. Il tasto ISO è molto comodo nella funzionalità, già presente nella D850, forse in una posizione un po’ scomoda: l’abbiamo scambiato moltissime volte con quello della compensazione dell’esposizione. La ghiera posteriore è “esterna” al corpo e non ci ha convinto molto in quella posizione, ma questa è una questione assolutamente soggettiva che non può determinare la scelta o meno di una macchina essendo solo questione di abitudine.

Il mirino è un EVF tra i più grandi mai utilizzati. Molto risoluto (3,69 milioni di pixels) e con un rapporto di ingrandimento massimo di 0,80x. Utilizzarlo è un piacere e non fa mai rimpiangere i vecchi mirini reflex.

Il monitor è una bella unità da 3,2 pollici con una risoluzione di 2,1 milioni di pixels, articolato ma non a 180 gradi. Personalmente preferisco soluzioni in stile Olympus o Canon Eos R, ma c’è chi preferisce soluzioni come questa, adottate del resto anche da Sony e Fuji. Anche in questo caso questione di gusto personale.

Ma andiamo al sodo.

Il sensore ci ha dato parecchie soddisfazioni. Risoluzione massima di 24,5MP, con una qualità del tutto sovrapponibile a quello che attualmente è il riferimento di categoria, cioè quello della Sony A7M3. La risposta ci sembra molto simile sia in quanto a gamma dinamica, sia in quanto a tenuta ad alti ISO, questo ci porta a pensare che possa essere lo stesso tipo di sensore utilizzato proprio da Sony. Del resto Nikon dal punto di vista della qualità d’immagine è sempre stata riferimento di categoria, con la D750 prima e con la D850 poi.

L’autofocus

Veloce e preciso in tutte le situazioni, anche di scarsa luminosità. Abbiamo avuto modo di provarla anche con l’adattatore per F-Mount, con un bel Nikkor 24-70 f2.8, e anche in questo caso ci ha sorpresi. L’autofocus è sempre veloce e reattivo, forse leggermente dietro alle soluzioni Z native, ma di pochissimo. L’autofocus singolo ci è sembrato poter competere tranquillamente con le competitor di casa Sony, in AF-C, invece, c’è ancora qualcosina da fare per arrivare alle prestazioni della terza serie Alpha di Sony. Ad ogni modo risulta tranquillamente utilizzabile e in foto è agevolato anche un po’ dalla raffica non proprio eclatante in termini di numeri di scatti al secondo. Assendo inferiori rispetto alle concorrenti, il processore ha più tempo tra uno scatto e l’altro per mettere a fuoco. Ciò che ci è mancato tanto nelle varie sessioni, soprattutto quelle di ritratto in studio, è stato sicuramente l’Eye Focus di Sony, soluzione che però Nikon rilascerà a breve con un aggiornamento firmware. Speriamo vivamente che sia un sistema che possa essere all’altezza di quello Sony, attualmente riferimento di categoria e nemmeno minimamente avvicinato dai competitor che hanno provato a rilasciare tecnologie simili. [update firmware rilasciato dopo la consegna della macchina a Nital. Lasciamo la recensione invariata dato che non abbiamo potuto testare la funzionalità].

L’ecosistema Z

I fissi a corredo (35mm 1.8 G e 50mm 1.8 G) ci sono piaciuti da un punto di vista ottico, un po’ meno dal punto di vista costruttivo. Nitidi anche a tutta apertura, risultano plasticosi al tatto e non particolarmente robusti. Il 24-70 f4 adotta una soluzione alquanto discutibile che non permette di utilizzarlo se non ruotando la ghiera fino ai 24mm di partenza, all’accensione. In tutta onestà, non ci è piaciuto.

Durante il periodo di prova, Nikon ha però lanciato il nuovo Nikkor Z 24-70 f2.8 S e il tanto atteso Nikkor Z 58mm f0,95. Crediamo che queste 2 soluzioni possano dare il “La” ad un futuro corredo Nikkor Z che al momento della prova ci sembrava un po’ scarno. Speriamo che Nikon possa adeguarsi quanto prima, dato che crediamo che le ottiche siano il centro di un sistema fotografico. I corpi vanno e vengono, le ottiche restano. Attendiamo il lancio di un telezoom luminoso, di un grandangolo zoom luminoso e di tutta una serie di fissi “veloci” che possano consentire al professionista di rimpiazzare totalmente il corredo F con ottiche Z native.

nel frattempoi, però, se avete già ottiche Nikon reflex, l’adattatore funziona benissimo e darà nuova vita al vostro corredo Nikon F, poermettendovi di lavorare in totale tranquillità nell’attesa che il sistema Z sia totalmente “indipendente”.

La scelta dell’utilizzo della XQD, tanto criticata, non ci sembra male. In un mondo che spinge sempre di più verso l’utilizzo delle SD UHS-II, i costi delle ancor più performanti XQD non sembrano poi così eccessivi. Senza dimenticare che lo standard XQD è nettamente più “sicuro” di quello delle SD, cosa che ci ha fatto scattare a cuor leggero nonostante l’assenza del secondo slot di “backup”.

Sul Campo

Nel periodo di prova abbiamo avuto modo di farla provare a un fotografo matrimonialista professionista, Mauro Silvestre (qui il link alla sua bellissima pagina Facebok), che da ex nikonista migrato poi a Sony, nutriva molta curiosità verso il nuovo sistema Z. Di seguito le sue impressioni d’utilizzo:

“Questa Nikon Z6 è sicuramente un ottimo strumento di lavoro. Da ex-nikonista, mi è subito sembrata molto familiare, nel grip, nei comandi. Chi è abituato a lavorare con Nikon reflex non avrà alcun problema ad abituarsi velocemente a questo nuovo sistema senza specchio. I file mi sono sembrati molto lavorabili. Attualmente scatto con un corredo Sony, tra cui una A7M3, e non ho notato differenze apprezzabili, in quanto a qualità d’immagine e lavorabilità del file. Non posso far a meno di notare quanto manchi a questa macchina un sistema di riconoscimento dell’occhio: da attuale utilizzatore di Sony, tornando a scattare con una macchina che non ne è provvista, mi sono reso conto di quanto semplifichi la vita questa funzionalità. E di quanto sia “strano” farne a meno dopo un lungo periodo di utilizzo. Questo può non essere un problema in scatti in studio come quelli effettuati per questa recensione, ma per un matrimonialista è diverso.”

Aggiornamento: Purtroppo questa recensione è stata effettuata prima del recente aggiornamento di Nikon che ha finalmente introdotto l’eye focus. Non abbiamo potuto testarlo di persona, ma sul web si trovano alcuni articoli che ne parlano molto bene.

Conclusioni.

Questa Nikon Z6 ci è piaciuta. paragonarla in tutto e per tutto alle ultime uscite di Sony sarebbe sicuramente un errore, dato che Sony ha alle spalle anni e anni di innovazione nel mondo mirrorless. Se si considera che il sistema Z è appena nato,  crediamo che Nikon abbia gettato delle basi più che solide con una macchina competitiva ma che preannuncia una seconda generazione che ci aspettiamo colmi ancora di più il gap con le competitor “arancioni”. Ciò che Nikon deve fare urgentemente, secondo il nostro modesto parere, è integrare presto il sistema di ottiche native Z per invogliare innanzitutto gli storici utilizzatori di Reflex Nikon al passaggio a mirrorless senza “migrare” verso altri lidi, e per dare un forte segnale al mercato: Nikon is Back!

A chi la consigliamo.

Sicuramente a tutti quelli che vogliono passare a mirrorless, con tutti i vantaggi del caso, senza dover vendere tutto il proprio corredo F. L’adattatore permette un primo step di avvicinamento a mirrorless costruendo un corredo nativo pian piano, senza dover comprare tutto all’inizio e senza cambiare totalmente le proprie abitudini.

©2019 Mauro Silvestre Fotografo
©2019 Mauro Silvestre Fotografo
©2019 Mauro Silvestre Fotografo
©2019 Mauro Silvestre Fotografo
©2019 Mauro Silvestre Fotografo

Nikon Z6

0.00
8.6

Autofocus

8.9/10

Qualità Immagine

9.3/10

Stabilizzatore

8.0/10

Handling e Qualità Costruttiva

8.2/10
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: