Olympus E-M1X: primo contatto

Oggi abbiamo avuto la possibilità di avere un primo contatto con la nuova Olympus E-M1X, da poco presentata dalla storica casa Nipponica, nell’anno del centesimo anniversario dalla nascita.

In questi giorni abbiamo letto parecchie informazioni e alcune delle prime recensioni di questa macchina che Olympus definisce “professionale” e abbiamo notato che i pareri sono contrastanti. Noi di mondomirrorless abbiamo preferito la strada del silenzio fino a che non l’avessimo potuta almeno provare.

Premessa: l’abbiamo provata alla presentazione tenuta da Polyphoto (nella figura di un sempre disponibilissimo Gianni Trevisani) da FotoEma, e quindi non abbiamo avuto tantissimo tempo a disposizione dato che non avevamo la macchina ad uso esclusivo. Questa, quindi, non sarà una recensione ma una serie di prime impressioni di utilizzo.

L’ergonomia è eccezionale, il “battery Pack” integrato conferisce alla macchina una presa salda ed estremamente comoda. Certo, la macchina è grande, ma non tanto differente rispetto ad una E-M1 Mark2 con il battery grip. Lo scatto in verticale risulta comodissimo e i pulsanti sulla parte bassa del corpo, che possono sembrare ridondanti, in realtà ti fanno completamente dimenticare di aver girato la macchina. Anche il nuovo joystick è replicato identicamente per l’utilizzo in verticale. Comodo anche il nuovo pulsante dedicato agli iso senza dover assegnare un tasto funzione. La ghiera anteriore è stata resa indipendente dal tasto di scatto, personalmente la trovo comoda, ma preferisco la soluzione adottata su E-M1 Mark2 (ghiera attorno al tasto di scatto, trovo tutto più immediato).

Il display è il medesimo di E-M1 mark2, tutto sommato una buona unità. Anche il mirino ha la stessa risoluzione della sorella “minore” ma ha un ingrandimento maggiore (ora è 0,83x). Spezziamo una lancia da questo punto di vista: ne abbiamo lette di tutti i colori e in più occasioni abbiamo letto notizie negative riguardo questo mirino che invece secondo noi è buono, comodo e grande. Poteva essere più risoluto? Si, ma da qui a dire che si tratta di un mirino pessimo ce ne passa. Io lo preferisco a quello di E-M1 Mark2!

Per quanto riguarda la stabilizzazione, ho provato la macchina sia con 12-100 in dual IS, sia con il 40-150. Dare un giudizio in così poco tempo è difficile, ci è sembrato che effettivamente possa regalare qualcosina un più alla mano tremolante, ma per paragonarlo per bene alla già ottima stabilizzazione della precedente generazione necessita di prove più approfondite.

Quello che abbiamo potuto provare un po’ meglio è stato lo scatto ad alta risoluzione a mano libera (da ben 50mp) di cui si è parlato poco, ma che ci ha incuriosito molto. Olympus ci ha abituati a continue innovazioni tecnologiche, e dubitare che potesse essere una funzione non utilizzabile ci è sembrato da subito uno smacco. Quindi ve lo diciamo apertamente: non sappiamo come, ma funziona davvero! Ancora non ci è chiaro in quali situazioni risulti inutilizzabile, possiamo immaginare però che non possa essere utilizzati con soggetti in movimento (è una nostra supposizione, verificheremo quando ce la daranno in prova).

Di seguito due scatti senza pretese all’interno del negozio (non abbiamo potuto portarla all’esterno). I parametri di scatto sono i medesimi, uno scatto è a piena risoluzione in modalità classica (20mp) l’altro è in modalità hi-res a mano libera, senza appoggio alcuno (ero in piedi con il 12-100). Il risultato, per me, è sorprendente, considerando che è stato fatto alla focale di 100mm (200mm equivalenti in formato 35mm):

E-M1X Standard
E-M1X Hi-res mano libera

La qualità d’immagine è difficile da giudicare in così poco tempo, ma non ci aspettiamo grosse differenze rispetto alla sorella minore M1 Mark2, essendo rimasto il sensore invariato. Questo sensore offre alcune caratteristiche che per altre macchine dal formato maggiore sono impensabili, come la raffica da 60 scatti al secondo con autofocus bloccato e da 18 scatti al secondo in tracking. Se si è maniaci dei crop al 100%, è inutile negare che soffra di più ad alti iso e di un po’ di gamma dinamica in meno rispetto alle concorrenti full frame, ma i vantaggi sono tanti e su tutti l’elevato rapporto prestazioni/ingombri.

Anche per l’autofocus, purtroppo, aromento rimandato ad una recensione più approfondita. L’AF di E-M1 Mark2 è stato tra i primi in ambito mirrorless ad essere equiparabile al mondo reflex, ma negli anni i competitors sono riusciti sicuramente a fare meglio, soprattutto Sony con la A9 prima e la A7m3 poi. Da possessore di E-M1 Mark2 posso affermare che l’autofocus è sempre molto reattivo e veloce in scene con una buona luminosità, ma va più in difficoltà quando la luce viene a mancare. Sembra che proprio su questo abbiano lavorato gli ingegneri Olympus, rendendo più performante sia l’autofocus continuo sia migliorando le prestazioni in situazioni di scarsa luce. Staremo a vedere. Siamo curiosi anche di provare l’autofocus intelligente con riconoscimento automatico di alcuni soggetti, sperando che la lista dei soggetti riconosciuti possa essere ampliata con aggiornamenti firmware.

Da utilizzatore di Olympus sono sicuramente “di parte”, altrimenti non l’avrei scelto come mio sistema principale, ma invito tutti i curiosi a provare questo sistema cercando di abbandonare i preconcetti sul formato e di mettere sulla bilancia i vantaggi e gli svantaggi prima di giudicare.

A presto con una recensione più approfondita.

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