Sony A7M3 (A7 III): La nostra recensione

Succede che in Febbraio 2018 Sony lancia quella che si rivelerà un vero e proprio “crack” del mercato fotografico: la nuova nata della già fortunata serie Sony “A7”, arrivata alla terza “versione”, A7M3.

Fotocamera mirrorless full frame, che annovera tra le tante caratteristiche tecniche che troverete in rete, un nuovo sistema di autofocus derivato dalla sorella maggiore Sony A9 e che aveva già segnato una pietra miliare nella rincorsa al mercato reflex.

Qualche settimana dopo, grazie ad un evento organizzato da Sony Italia presso FotoEma, noi di Mondo Mirrorless abbiamo avuto modo, finalmente, di provarla. Il motivo dell’assenza di articoli al riguardo sul nostro blog è molto semplice: non ci aveva convinti. E a non convincerci era stato proprio quello che doveva essere il punto di forza: l’autofocus. Ci era sembrato semplicemente normale, in linea con le concorrenti, insomma nulla di eclatante. Non che avessimo remore a scrivere male di una fotocamera, sia ben chiaro, ma quando tutti parlano benissimo di un prodotto e tu sei il solo a non essere soddisfatto, come minimo devi essere certo al 100% di quel che scrivi, onde evitare figuracce.

Affrontiamo l’argomento con il responsabile tecnico di Sony lì presente e ci propone di poterla avere in prova per un periodo più lungo per poterci fare una idea completa del prodotto, cosa che in 30 minuti al Sony-Day è effettivamente impossibile, ed eccoci qui.

Abbiamo avuto con noi la Sony corredata di uno Zeiss 24-70 f4 per ben 3 settimane, periodo in cui sia io che Alessio abbiamo utilizzato questa Sony A7M3 in una miriade di occasioni, dalla festa di bambini al matrimonio, dalle uscite in montagna alla street. In questo articolo affronteremo passo dopo passo gli aspetti che più ci hanno entusiasmato, e quelli che invece ci hanno convinti un po’ meno (come normale che sia).

Entrambi siamo d’accordo nell’affermare che nell’uso quotidiano, la cosa che più ci ha sorpreso è stato proprio l’autofocus!. A riprova del fatto che non bisogna sempre affidarsi alle prime impressioni.

Cosa ci ha convinto

Autofocus. Semplicemente perfetto. Sempre velocissimo, reattivo e preciso. La corsa del pulsante di scatto è “da capire”, nel senso che lo stacco del livello di pressione che porta il dito dal livello “autofocus” allo scatto della foto è poco definito. Sembra quasi una corsa unica e il primo periodo (per chi non fosse abituato a questo tipo di filosofia) è di adattamento, periodo in cui ci si rende subito conto che fermarsi al livello dell’autofocus per capire se è tutto come ci aspettiamo, è praticamente inutile. Ci si può fidare ad occhi chiusi e la velocità della messa a fuoco automatica è talmente elevata da sembrare “istantanea”.

Questa fotocamera offre 693 punti AF a rilevamento di fase (Numero aumentato rispetto ai 117 punti AF a rilevamento di fase dell’α7 II) che coprono circa il 93% dell’area immagine, più 425 punti AF a rilevamento di contrasto (Numero aumentato rispetto ai 25 punti AF a rilevamento di contrasto dell’α7 II).

Secondo il nostro parere, Sony è riuscita a raggiungere e forse a superare anche quella che consideravamo il punto di riferimento in ambito mirrorless in quanto ad Autofocus: la Olympus E-M1 Mark II.

In circostanze di scarsa luminosità, ovviamente, la velocità diminuisce, ma resta molto veloce.

Autofocus eccezionale in qualsiasi tipologia di utilizzo, sia singolo, sia continuo. Il particolare la funzione di inseguimento dell’occhio in AF-C è strabiliante (anche in situazioni limite, tipo controluce, sguardo verso il basso … ). Ti permette, effettivamente, di abbassare la percentuale di scatti “errati” quasi a zero.

Complimenti a Sony, gli altri sono costretti ad inseguire.

Qualità d’immagine. Al TOP! Online troverete una miriade di comparative tra le varie top di gamma che affermano che in quanto a Gamma dinamica e resistenza ad alti ISO (standard 100-51.200, modalità estesa 50-204.800 ISO), questa macchina non ha eguali. Non possiamo far altro che confermarlo. Il sensore permette di recuperare molto bene delle informazioni in ombre e alte luci che altrimenti sarebbero andate perse, merito della tecnologia di retroilluminazione e, ovviamente, di un sensore Full-Frame (CMOS Exmor R da 24,2 MegaPixel) che di base parte già avvantaggiato rispetto ai formati “minori”.

 

In quest’esempio, un recupero delle ombre al limite. I due file sono il jpeg  convertito dal raw senza alcuna modifica e lo stesso file con lasola applicazione di 100 punti alle ombre, in lightroom:

Autonomia. Altro cavallo di battaglia (insieme all’autofocus) dei fedelissimi alle reflex. Quel che non sanno, però, è che Sony ha fatto un lavoro magistrale di ottimizzazione di batteria (NP-FZ100) e consumi che ci ha portati a scattare oltre 700 foto con una sola carica. Inoltre la possibilità di carica tramite power bank esterno senza dover togliere la batteria è semplicemente favolosa.

Stabilizzazione. Nonostante non sia ancora al livello di Olympus, Panasonic e del più recente IBIS di Fujifilm, non si può chiudere gli occhi davanti al fatto che stabilizzare un sensore full frame 24×36 sia molto più complesso rispetto ai formati minori. Per questo ci sentiamo di promuovere quest’aspetto. Il recupero degli stop da mano “tremolante” non è paragonabile alle diretti concorrenti, ma si comporta bene e permette sicuramente di scattare a mano libera a tempi che, in assenza di IBIS, sarebbero proibitivi.

Cosa non ci ha convinto

Le ghiere. Saranno indistruttibili, ma usandole non restituiscono una sensazione da prodotto “premium”. Inoltre le abbiamo trovate un po’ dure e sicuramente più scomode rispetto alle soluzioni delle dirette concorrenti.

La resa dei colori del JPG. Questo è uno di quegli ambiti in cui la soggettività la fa da padrona, quindi non possiamo che esprimere un giudizio personale. Per noi è ancora un gradino sotto rispetto agli altri produttori. La sensazione che abbiamo avuto è che il file abbia sempre e comunque bisogno di un bel passaggio di PP per poter sfruttare appieno le potenzialità.

Il Menù. è un vero labirinto, poco intuitivo in molti menù e nemmeno il manuale d’istruzioni è chiaro, in alcuni casi.

L’AWB. In molte occasioni, soprattutto di luce calda non è riuscito a leggere bene la scena. Nulla che non si possa però correggere in post-produzione.

A spasso con l’A7…

In una delle nostre uscite, abbiamo utilizzato per un intera giornata la Sony, tenendola costantemente legata al collo. Siamo stati in Abruzzo: passeggiatine a oltre 1.200 metri sul livello del mare, 2 ore di cammino tra salite e discese, paesini, stradine, e piccoli sentieri. E’ una mirrorless e si sente. In accoppiata con  lo Zeiss 24-70, non proprio luminosissimo, la passeggiata è stata gradevole! Sono queste le occasioni in cui non si puo far altro che ringraziare l’inventore delle mirrorless. Il corpo macchina, in termini di dimensioni, è nella media dei top di gamma del panorama Mirrorless (anzi, risulta più piccola della Fujifilm X-H1). L’impugnatura, migliorata rispetto alla A7M2, non richiede Grip aggiuntivi o piastre varie per tenerla saldamente in mano. Sebbene il corpo sia tropicalizzato, non ci ha trasmesso la sensazione di un corpo robusto quanto le concorrenti top di gamma del mondo reflex (i carrarmati di Nikon e Canon danno la sensazione di poter resistere ad un frontale con un treno in corsa). Attenzione, precisiamo che si tratta di SENSAZIONI personali, non stiamo mettendo in dubbio l’efficacia della tropicalizzazione e della costruzione che, in ogni caso, sono caratteristiche che vanno valutate negli anni.

Chi la utilizzerà ?

Nei vari gruppi, forum e pagine FB che si occupano di fotografia, stiamo assistendo ad una vera e propria “migrazione”. Abbiamo scambiato opinioni con molti fotografi professionisti che hanno fatto il passaggio a ML Sony, confermandoci che le ultime A9, A7m3, A7Rm3 sono mature a tal punto da poter lasciare a casa il corredo Reflex senza rimorsi. Secondo noi, l’affidabilità dell’AF, insieme alla qualità dei file, sono i punti chiave della A7m3 che hanno eliminato definitivamente il gap con le reflex. Offre velocità per le foto sportive, precisione dell’autofocus per il ritrattista, gamma dinamica per il fotografo di paesaggi. Con il parco ottiche, in continua crescita (anche se costoso), i professionisti saranno i principali beneficiari di questa nuova serie di Sony, ma gli ultimi investimenti di Tamron, Samyang e Tokina nel mondo E-Mount strizzano l’occhio anche a quei fotoamatori avanzati che non intendono investire troppo in corredi Zeiss o GMaster. Inoltre Sigma ha recentemente adeguato l’intera gamma (completa e qualitativamente ottima) di fissi Art all’attacco E di Sony.

Conclusioni

Sony con questo prodotto ha dato il “La” all’affermazione definitiva della tecnologia mirrorless anche in ambito professionale. Parecchi professionisti che finalmente con il lancio di Sony A7M3 hanno trovato il coraggio di lasciare il vecchio mondo reflex, con grande soddisfazione. È una macchina matura, pronta a qualsiasi sfida. L’eccezionale sistema di autofocus la rende adatta a qualsiasi applicazione (compresa la fotografia sportiva) e la qualità d’immagine la rende perfetta per tutti quelli che vogliono dalla propria fotocamera dei files corposi e molto lavorabili. Come abbiamo sempre detto, nella scelta di un sistema bisognerebbe tenere conto anche del costo delle ottiche, ma prendendo in considerazione il solo prezzo del corpo, che si aggira intorno ai 2200€ crediamo che sia difficile trovare di meglio, sia in campo mirrorless sia in campo reflex.

 

Qualche nostro scatto

Abbiamo scattato con lo Zeiss 24-70 F4 in diverse situazioni. Le foto che vedete non sono ritoccate, si tratta dei JPEG on camera, cliccate sopra per scaricarle:

 

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Sony A7 Mark3

€ 2.200
8.5

Autofocus

9.2/10

Qualità Immagine

8.9/10

Stabilizzatore

8.0/10

Handling e Qualità Costruttiva

8.0/10

Cosa ci ha convinto

  • Autofocus Singolo e Continuo
  • Gamma Dinamica
  • Qualità Immagine
  • Autonomia Batteria
  • Video a 4K con Log capture and slow-motion

Cosa non ci ha convinto

  • Ghiere
  • Menù poco intuitivo
  • Alcuni tasti troppo piccoli
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