Quale fotocamera in montagna e in natura: Reflex o Mirrorless ?

Se la fotocamera è uno strumento per ottenere delle immagini, recentemente, oltre alle compatte, alle bridge, alle telemetro e alle reflex, si sono aggiunti gli smartphone e, soprattutto, le mirrorless.
Tralasciando l’argomento cellulare, che continuo a ostinarmi ad utilizzare per telefonare, mi soffermo sul sempre più atroce dubbio di foto- escursionisti, trekker, alpinisti, fotografi di natura e viaggio: REFLEX O MIRRORLESS ? Ovviamente non si tratta di un test tecnico e analitico, ma di alcuni ragionamenti più personali, maturati in esperienze recenti, da quando, al mio completissimo e pesante corredo reflex Nikon (D800 e D810), si è aggiunta una piccola Fuji XE 1.

Personalmente, da diversi anni, sono abituato a scattare con la reflex, prima in pellicola e, dal 2007, in digitale. Mi muovo con un pesante corredo Nikon, comprensivo di tutto ciò che serve per ogni genere fotografico di montagna e natura, dal paesaggio, alla macro, alla foto panoramica, agli scatti di animali. Ovviamente le varie ottiche vengono selezionate di volta in volta, a seconda del genere fotografico da affrontare. Personalmente ritengo che la reflex rimanga tra gli strumenti fotografici d’elezione, per ogni genere fotografico, o quasi (Street a parte). Negli ultimi tempi, però, l’idea di muoversi in leggerezza, con una “piccola” Mirrorless inizia a stuzzicare la mia schiena e tutte le articolazioni. Tra l’altro, la qualità dei sensori moderni e anche le loro dimensioni, sicuramente, invitano ad un confronto, scevro da pregiudizi di qualsiasi genere.

Muovendosi in ambiente di montagna e natura, magari per escursioni o ascensioni impegnative, il minor peso, sicuramente, può fare la differenza. La mia Fuji XE1, tra l’altro, è una delle più pesanti, o meglio, delle meno leggere, rispetto per esempio ad alcune Olympus o Panasonic. Possiede, però, le caratteristiche, per me, determinanti. Ha un sensore “grande”, in formato DX (come molte reflex) e con una buona risoluzione, è robusta, maneggevole e corredata da ottiche di notevole qualità, assolutamente adatte per il mio lavoro, ovvero la stampa tipografica di qualità, su riviste e libri di carta patinata. La qualità del sensore, infatti, non si discute. Personalmente sono abituato a valutare come parametro qualitativo la resa della stampa tipografica, considerando, molto meno, i vari test di laboratorio delle riviste specializzate che, comunque, possono costituire un riferimento interessante.

Una reflex professionale può pesare tranquillamente anche 1,5 kg, solo corpo. In media, possiamo dire che il peso di una fotocamera con sensore di formato FX sia di circa 800, 900 grammi, ai quali si devono, ovviamente, aggiungere peso e ingombro delle ottiche. Una mirrorless, di qualità e già di per sé pesante, come la mia Fuji X E 1, pesa circa 350 grammi, solo corpo, per un ingombro di 129 x 75 x 38 mm. Si deve poi aggiungere il peso delle ottiche, ma il concetto di base non cambia: ovvero leggerezza e maneggevolezza rimangono la caratteristica migliore di queste fotocamere. Tra l’altro il sensore Fuji è decisamente grande, ovvero è un formato DX, come quello delle reflex aps-c. Durante un lungo trekking, come “AsinarLeAlpi 2013“, 160 km a piedi con gli asini dal Bianco al Rosa, una mirrorless, leggera, ma performante, sarebbe stata la scelta migliore, invece della pesante Nikon D800. Esistono anche mirrorless più leggere, ma hanno un sensore rispettivamente più piccolo.

La Funzione Panoramica

Da sempre scatto immagini panoramiche, sia in pellicola, con apposite fotocamere (Horizon, Hasseblad XPan), sia in digitale, con la tecnica dello Stitching, ovvero l’unione di più scatti singoli. Molte mirrorless, a differenza delle reflex, hanno una funziona panoramica “automatica” che, personalmente, ho trovato molto interessante. Con un po’ di pratica, con un corretto movimento della fotocamera, è possibile scattare ottime immagini panoramiche, senza che si noti il punto di giunzione tra uno scatto e l’altro.

Sony Full Frame

Sony, invece, con le sue mirrorless full frame, merita un ragionamento a parte. Ho avuto modo di provare una Sony a7 II ILCE-7M2 , grazie ad un alunno di un mio workshop: ottimamente costruita, solida, robusta, con ottiche qualitativamente eccellenti (Ho scattato con 24 – 70 2,8 G master; 85 1,4 G master; 100 2,8 macro). Il problema, a mio parere, rimane il fatto che la fotocamera mirrorless full frame pesa meno di una reflex full frame, ma le ottiche, ovviamente, hanno peso e ingombro praticamente uguale o molto simile:
un 24-70 2,8 per mirrorless full frame, o per reflex full frame, pesa più o meno lo stesso. Per me, quindi, che utilizzo mirrorless per questioni di peso e ingombro, la scelta della Sony Full frame sarebbe meno vantaggiosa. Anche in questo caso, francamente, la qualità del mirino elettronico non mi è sembrata per nulla paragonabile a quella di un mirino reflex.

In conclusione

Confrontando sensori dalle stesse dimensioni fisiche e dallo stesso numero di mega piexel , dal punto di vista qualitativo, è chiaro che i risultati non dipendono certo dalla presenza o meno dello specchio. Il mirino, a mio avviso, rimane ancora notevolmente ad appannaggio della reflex, ove lo specchio, vince ancora sull’elettronico: è più chiaro, luminoso e nitido. E’ anche vero che i modelli più recenti di mirrorless sono migliorati parecchio anche da questo punto di vista, soprattutto nella resa in esterni e in controluce, quando i primi modelli soffrivano un pò in queste condizioni. In definitiva, confrontando mirrorless di qualità, con reflex di qualità, con sensore delle stesse dimensioni e con ottiche valide, diventa veramente impossibile notare differenze dal punto di vista prettamente qualitativo, per lo meno per quello che riguarda l’immagine in sé stessa. Notevoli sono, invece, le differenze di impostazione, il peso e l’ingombro e l’uso che si intende fare della fotocamera, magari valutando anche il tempo che si intende dedicare alla fotografia, durante un’escursione o un’uscita fotografica. Per una scalata o un trekking impegnativo, potersi muovere più agevolmente diviene un vantaggio determinante. Per ambiti della fotografia più specialistici, come la macro, gli animali o comunque per tutte le sessioni fotografiche ove la parte dedicata all’immagine è preminente rispetto all’escursione, la reflex rimane, a mio avviso, ancora lo strumento più versatile.

Ancora…
Ecco…”ancora” rimane il concetto più importante. Vedremo, in futuro, come miglioreranno i mirini
elettronici e, sicuramente, assisteremo al progressivo aumento di produzione delle ottiche e degli accessori dedicati alle mirrorless, sia di produttori ufficiali (Nikon, Sony, Canon), sia universali (Tamron, Sigma, Samyang, ecc). Sicuramente, nei prossimi anni, ne vedremo delle belle.

DIDASCALIE

1) La carovana di AsinarLe Alpi, lungo trekking con gli asini. Circa 160 km, con zaino e reflex sulle
spalle. Una mirrorless avrebbe sicuramente reso il mio viaggio meno faticoso, consentendomi di
ottenere immagini comunque efficaci.

2) Il corso di un torrente, con effetto mosso dell’acqua, ottenuto con l’utilizzo di filtri ND. Il controluce pieno e il riflesso dell’acqua mettono in crisi i mirini elettronici di alcune mirrorless, rendendo più difficile inquadrare con precisione. Forse, a mio avviso, l’unico vero difetto di queste fotocamere.

3) Il Monte Bregagno. In Lombardia. Scatto a colori successivamente convertito in bianco e nero. La
foto è stata scattata occasionalmente. La piccola Fuji Xe1, però, leggera e comoda era comunque
nel bagagliaio della mia auto.

4) Tramonto sul Monte Rosa, dalla pianura padana. Anche in questo caso ho scattato con la
Mirrorless, perché era comunque nello zaino, grazie alla sua leggerezza. Infondo, la sua praticità e
portabilità è, per me, l’elemento più interessante.


5) Alba in zona agricola. Immagine scattata prima di un appuntamento in redazione, andando verso Milano. Non avevo con me il mio corredo reflex, ma la mirrorless di Fuji, era li, sul sedile del
passeggero, pronta all’uso.


6) Panoramica, con “funzione panorama”. Mare di nubi dalla cima, verso la sottostante Valle
dell’Orco. Fuji XE 1; 18-55. Interessante anche il “formato panoramico” di “default”. Se volete
imparare a fotografare, abbiate mentalità aperta…considerate sempre tutte le possibilità. Non si
vive di solo stitching, per la fotografia panoramica, di specializzatissime teste panoramiche. A volte,
si possono fare le cose anche con una certa semplicità.


7) Un cervo maschio fotografato con la reflex e con un teleobiettivo zoom regolato a 400 mm. Nikon D300; Nikkor Vr 80 -400 4,5 / 5,6. Se avessi usato una fotocamera mirrorless, con un sensore di
dimensioni analogo a quello dx della reflex di cui sopra, avrei avuto necessità di utilizzare
comunque una focale lunga 400 mm, quindi non proprio leggera. Il vantaggio della leggerezza,
quindi, in casi come questi non sarebbe così evidente.

 

Articolo, ideato e scritto da Cesare Re

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