Fujifilm X-H1: le prime impressioni

Abbiamo avuto modo di provare per qualche decina di minuti la nuova Fujifilm X-H1, in uno dei Fujifilm Day, organizzato da FotoEma, uno dei punti di riferimento per i fotografi del sud Italia.

Non è una vera e propria recensione dato che secondo noi non basta mezz’ora per poter dare un giudizio su una macchina fotografica così avanzata come la X-H1, e non avendola potuta testare a fondo, ci limiteremo a dare le nostre prime impressioni.

L’abbiamo testata con le seguenti ottiche:

Le foto sono state fatte all’interno del negozio, in condizioni di luce non ottimale.

Dimensioni, peso ed ergonomia

Tralasciando la scheda tecnica, la potrete trovare ovunque online, abbiamo trovato l’ergonomia molto confortevole. L’impugnatura garantisce un ottimo grip, il migliore secondo noi in casa Fuji, ma ovviamente questo è un aspetto molto soggettivo.

Il corpo si presenta massiccio, abbastanza grande e forse un po’ più pesante della concorrenza, ma nulla di paragonabile, in ogni caso, al mondo reflex. La differenza dimensionale con tutti gli altri corpi di casa Fuji  è evidente (non tenendo conto, ovviamente, della medio formato). Con molta probabilità dovuto al meccanismo di stabilizzazione e del sistema di dissipazione del processore, che deve fare gli straordinari rispetto alla X-T2 .

I pulsanti sono tutti ben posizionati, e abbiamo impiegato pochissimi minuti ad abituarci, cosa ovvia per Alessio che già utilizza Fuji, meno scontata per il sottoscritto, felice Olympus-ista.

Una novità rispetto ai modelli precedenti è sicuramente il pulsante di scatto. La tecnologia è diversa e non c’è una separazione netta tra il livello della messa a fuoco e lo scatto. La corsa sembra continua o quasi. Anche in questo caso, però, dopo qualche minuto in cui è partita qualche foto non voluta, ci siamo abituati e a fine test avevamo capito perfettamente la pressione da esercitare per fermarci alla messa a fuoco e, invece, per scattare. A nostro avviso questa scelta favorirà particolarmente gli scatti alle lunghe focali e a chi fa molta avifauna o fotografia sportiva.

Il display non ha convinto il sottoscritto. Abituato alla soluzione adottata da Olympus completamente ribaltabile e snodabile, la soluzione Fuji la trovo un po’ macchinosa e poco pratica. Potrebbe però trattarsi di abitudine.

Prestazioni autofocus

Mi ha impressionato particolarmente. Con il 16mm è stato sempre, in qualsiasi condizione di luce, fulmineo! Qualche piccola incertezza a 140mm in situazioni di luce particolarmente difficile, ma in quasi 1 ora di utilizzo ha toppato solo una volta la messa a fuoco e in un paio di occasioni il tempo di maf è stato leggermente più lungo (a 140mm, per l’appunto). Certo, le prestazioni dell’autofocus andrebbero valutate in tempi più dilatati, in situazioni reali e giornate intere di scatto, ma attenendoci alle prove in studio effettuate, possiamo ritenerci soddisfatti.

Gamma dinamica.

Per portare a casa qualche scatto, abbiamo avuto molto poco tempo, essendo un evento aperto a tutti. Abbiamo deciso di scattare una foto alle mensole con le cornici, con una situazione di partenza, non proprio delle migliori 🙂 . Ma abbiamo provato a fare un pò di scatti sovraesponendo e sottoesponendo in modo volontario, per poi verificarne il recupero del RAF in Light Room.

Di seguito vi è un crop al 100% di un immagine da uno stop a tre stop di recupero per la sotto esposizione e sovra esposizione. Per gli scatti è stato usato il 16mm F1.4.

In generale, la gamma dinamica è in linea con la dimensione del sensore (APS-C), se passiamo a fullframe (es. Sony A7m3) sia reflex che MirrorLess, riusciamo ad avere nelle condizioni estreme un miglior recupero di ombre e alti luci, in termini di Cromia e dettagli.

Sottoesposizione

Come anticipavo, si tratta già di uno scatto non proprio ottimale. Notiamo che con uno stop e due stop di recupero risulta ancora tutto accettabile (dettaglio, colori) a parte un lieve e normale aumento del rumore. in realtà, anche a 3 stop non è male il recupero. Purtroppo, ci serviva un soggetto con qualche microdettaglio in più per constatare l’eventuale perdita di nitidezza, che secondo noi ci sarebbe stata a 3 stop di recupero.

sotto esposizione

Sovraesposizione

Nel test della sovraesposizione, non è andato “liscio” come il test precedente. Se ad uno stop di recupero, la foto comincia a “perdere” colore ma restando ancora accettabile, da 2 stop i poi c’è un declino molto evidente sui colori e sul dettaglio:

sovra esposizione

Si tratta sicuramente di condizioni estreme e crop al 100% (3 stop di sovra-sottoesposizioni sono tanti), e in generale ci sentiamo di promuovere la X-H1 anche da questo punto di vista.

Stabilizzazione in camera

Da utilizzatore di quello che considero il miglior sistema di stabilizzazione sul mercato (quello Olympus), posso sbilanciarmi e dire che Fujifilm ha fatto davvero un ottimo lavoro. In pochi minuti è difficile capire se siano esattamente dello stesso livello, ma non mi ha fatto rimpiangere particolarmente il mio 5 assi. A 140mm la differenza tra IBIS on e IBIS off è impressionante (ma per dovere di cronaca specifico che con il 50-140 lavora in DUAL IS). Abbiamo effettuato alcuni scatti senza micromosso a 140mm fino a 1/3 di secondo. A 1/6 non sbagliavamo un colpo. Con stabilizzatore spento abbiamo dovuto effettivamente passare da ISO 200 ad ISO 6400 per ottenere risultati simili, quindi confermiamo i circa 5 stop di recupero con il 50-140. L’abbiamo testato anche con il 90mm f2 non stabilizzato e le impressioni sono state positive anche in questo caso, forse solo un pelo meno performante. Che siano 4 o 5, ovviamente, in così poco tempo e in condizioni così difficili è impossibile stabilirlo. Ci riserviamo ulteriori più specifiche verifiche qualora dovessimo disporre della fotocamera per più tempo. Ma ci ha impressionato, in modo positivo, considerando anche la difficoltà di stabilizzare un sensore sicuramente più grande di un microquattroterzi.

Qualche scatto alla modella

Per gli scatti alla modella è stato utilizzato il 50-140 ed il 90mm. Tutti gli scatti sono a 400iso con la massima apertura dei due obiettivi, nessuna post produzione, sono jpeg della H1, bianco automatico della macchina. (clicca sulla foto per vederla alla massima risoluzione)

1/60 – F2.8 – ISO400 – XF50-140mm
1/70 – F2.8 – ISO400 – XF50-140mm
1/150 – F2 – ISO400 – XF90mm

Considerazioni Generali

Una fotocameraX-H1 che ci ha impressionati positivamente. L’esperienza utente è molto soddisfacente e ci sentiamo di consigliarla. Tra i pregi c’è sicuramente l’ottima tenuta agli alti ISO, una buona gamma dinamica e un sistema di autofocus molto veloce e preciso. Il grip è molto buono, l’ottimo stabilizzatore in body colma finalmente il gap rispetto ai competitors, e strizza l’occhio anche a chi non può rinunciare a riprese video di un certo livello. Un po’ grandicella e pesante, ma è una top di gamma con molta molta tecnologia. Il tasto di scatto è diverso rispetto ai modelli precedenti, personalmente non lo amo, ma anche in questo caso è una questione di gusti. L’abbiamo utilizzata tutto il tempo in bilanciamento bianco automatico e ci è sembrato che si sia comportata bene anche da questo punto di vista.

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