Intervista ad Angelo Ferrillo: La “Street” senza specchio

In quest’intervista ad Angelo Ferrillo, uno degli Street Photographer più apprezzati d’Italia, tocchiamo vari temi tra cui quello della “Street” come genere fotografico, e l’utilizzo delle mirrorless in campo professionale.

Angelo era un consulente informatico, Project Manager nel settore Utilities, che è riuscito a trasformare la sua passione per la fotografia nel suo lavoro. Ha fatto parte della squadra degli X-Photographers di Fujifilm e attualmente è un Hasselblad Ambassador.

Vi invito a dare un occhio al suo blog, seguirlo su Facebook, oppure sul suo canale Instagram.

Partiamo dal principio. Dove hai trovato il coraggio di lasciare la tua vita e dedicarti completamente alla tua passione più grande?

Diciamo che un po’ è stato coraggio, un po’ è stata consapevolezza, un po’ anche la volontà di non farsi prevaricare dal concetto di lavoro. Dove siamo sempre secondi a rincorrere qualcosa. Avevo bisogno di svegliarmi al mattino e non sentirmi più con quel “che palle” costante. Anche i soldi non ti aiutano a metterlo da parte. Ti è mai capitato da piccolo di giocare con la scatola che quando la apri esce fuori un pugno con la molla? Una volta aperta facevi fatica a richiuderla, quel pungo in un modo o nell’altro veniva sempre fuori.

Quanto pesano a tuo modo di vedere lo studio e il talento? Sono entrambi propedeutici al mestiere di “fotografo”?

Ho sempre pensato che nel mondo della fotografia (e non solo) bisogna fare i conti con l’attitudine e con il piacere (ti piace fare una cosa ma non ne hai l’attitudine, e viceversa).Lo studio aiuta ad avere una consapevolezza di questa cosa e fa in modo che tu possa trarre al massimo quanto più possibile dal tuo piacere e dalla tua attitudine. Serve per fare in modo che l’attitudine venga fuori e diventi un piacere anche, fa in modo che il tuo piacere sia riconoscibile come tale ma senza andare oltre.

La “Street Photography” come definizione negli anni ha aperto un dibattito mondiale che la contrappone alla teoria del “La street non esiste”. Ferrillo cosa ne pensa?

La street photography (ma a me piace chiamarla fotografia di strada) esiste e come!!! Ci sono documenti che lo confermano, ci sono autori che lo attestano, c’è uno stile di vita che lo gratifica. Sono convinto magari che non si tratti di un genere fotografico (nella sua forma più stretta del termine) ma di sicuro è un’attitudine, e non mi riferisco al saper fotografare, ma al saperla vivere. Respirare, annusare, assaporare, vedere, percorrere, vivere. La strada va raccontata, non è un esercizio di stile, non è un formalismo, è solo un modo di essere.

Hai presentato da poco il tuo nuovo lavoro “258 Minutes”, nel quale ripercorri gli attimi terribili degli attentati di Parigi 2015, vivendo l’atmosfera degli stessi luoghi del dramma esattamente un anno dopo. Come hai vissuto emotivamente quest’esperienza?

Il fatto di ripercorrere i 10 eventi che hanno caratterizzato la notte del 13 novembre 2015 è solo la punta dell’iceberg. C’è stato tutto uno studio durato quasi un anno che ha portato avanti percezioni, sensazioni, stati d’animo, paure, prese di coscienza. 
Devo dire che ripercorrere quei luoghi è stata una costante altalena tra quello che vedevo e quello che era il ricordo del vissuto dai media e dai racconti di chi c’era. Ogni metro percorso mi riconnettevo ad un “io c’ero”, ad un “li è morto un mio amico”, ad un fiore, ad una sirena, ad un urlo, ad un aiuto.

Noi di mondomirrorless siamo convinti che questa tecnologia sia il futuro della fotografia. Come ti poni rispetto alle innovazioni tecnologiche in un settore storicamente molto legato alle tradizioni?

Personalmente vivo con le Mirrorless a livello professionale, oramai da 6 anni (come passa il tempo). Sono anch’io fermamente convinto che si tratti del futuro. Sono altresì convinto che le altre tipologie non moriranno mai, saranno solo meno usate. Così come ancora vive il banco ottico.

Esistono i due partiti del “No Full-Frame, No Party” e quelli del “Conta solo la mano del fotografo”. Chi ha ragione secondo te?

Ahahahahah “chi ha ragione”. Questa mi piace!!!
Non ha ragione nessuno. Ha ragione solo chi arriva a capire che il mezzo va scelto in base a quella che è la migliore resa per raggiungere il proprio risultato. Uso banco ottico, medio formato (oggi più che mai), full frame, aps-c, micro 4/3, tiny. In base a quella che è la mia esigenza, non in base a quello che dice il mio vicino di casa. 
Chi dice che se non hai il full-frame non puoi lavorare non ha capito un cazzo della fotografia. Chi crede che conti solo la mano (e l’occhio) del fotografo non è che ha capito qualcosa in più degli altri, è allo stesso livello di incompetenza!!!

Una curiosità tecnica: la tua ottica preferita e quella che invece utilizzi maggiormente per lavoro coincidono?

Uso praticamente sempre un 28mm. Difficilmente salgo sopra il 50mm. Mi piace avere un rapporto con quello che mi succede intorno e che fotografo. L’unica soluzione è quella!

I tuoi progetti futuri?

Sto lavorando al mio prossimo libro ed alla possibilità di avere uno spazio dove parlare di fotografia. Ma credo sia presto per parlare sia dell’uno che dell’altro. Di sicuro credo continuerò a fotografare.

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