“Following the Milky Way” Vol.3: Attrezzatura e impostazioni

Nelle prime due puntate della nostra rubrica “Following the Milky Way”, abbiamo analizzato Dove e quando fotografare la via lattea e l’esposizione da utilizzare.

In questa terza puntata, invece, vorrei soffermarmi sull’attrezzatura di cui avrete bisogno e sulle impostazioni da modificare per ottenere il miglior risultato possibile.

Attrezzatura necessaria:

Come detto già nella precedente puntata, avrete bisogno di una fotocamera che riesca ad ottenere buoni risultati anche ai 1600 ISO, ancora meglio 3200. Inoltre avrete bisogno di un obiettivo quanto più grandangolare possibile. Consiglio di non andare oltre i 24mm equivalenti, quindi:

  • Non oltre i 12mm su Micro Quattro Terzi (Panasonic, Olympus)
  • Non oltre i 15mm su Canon APS-C
  • Non oltre i 16mm su Sony, Fuji, Nikon, Pentax e Leica APS-C
  • Non oltre i 18mm su APS-H
  • Non oltre i 24mm su Full Frame.

Inoltre avrete bisogno di un cavalletto, uno qualsiasi che mantenga perfettamente il peso del corpo macchina + l’obiettivo, qualsiasi micro-spostamento non vi permetterà di avere buoni risultati, essendo il tempo di esposizione molto alto.

Consigliamo un metodo di scatto da remoto, onde evitare micro mosso dovuto alla pressione del pulsante di scatto sul corpo macchina. Se avete l’app sullo smartphone siete fortunati, altrimenti ci sono molti pulsanti di scatto remoti via cavo e il prezzo non è eccessivo.

Impostazioni:

In questo caso non vi parleremo di impostazioni da attivare, piuttosto di quelle da disattivare. La fotografia delle stelle è parzialmente contraria alla tecnologia…

  1. Modalità Manuale, per poter impostare tempi, diaframma e ISO in autonomia.
  2. Dovrete passare in modalità “manual focus” e settare il fuoco all’infinito. Effettuate delle fotografie di prova di qualche secondo per essere sicuri che le stelle non siano fuori fuoco. Va bene anche l’iperfocale.
  3. Disattivate l’eventuale IBIS o qualsiasi sistema di stabilizzazione, anche sull’obiettivo.
  4. Bilanciamento del bianco varia in base ai gusti, a me piace tra i 3800 e i 3900K

Attrezzatura Opzionale:

Merita una menzione particolare quello che è lo strumento che più fa la differenza in questo tipo di fotografia, quello che può trasformare uno scatto accettabile in uno scatto eccezionale: l’astroinseguitore. Questo non è altro che un dispositivo al quale attaccare la fotocamera che segue il movimento naturale delle stelle. Utilizzandolo, quindi, non avrete problemi di lunghe esposizioni, scie delle stelle, potrete utilizzare ISO più bassi e diaframmi più chiusi in modo tale da abbattere il rumore digitale e da utilizzare l’obiettivo in vostro possesso ad aperture che restituiscano maggiore nitidezza. Costano, il modello tra i più economici ma altrettanto valido è nato da un progetto tutto italiano, è artigianale e si chiama Minitrack LX, troverete un gruppo su Facebook dove se ne vendono degli esemplari. Il costo, però, potrebbe essere bilanciato dal fatto che non avrete necessariamente bisogno di ottiche luminosissime. Ovviamente dato il movimento della fotocamera durante l’esposizione, per inseguire le stelle, ciò che invece è fisso (il panorama) verrà mosso, quindi dovrete per forza di cose scattare una foto ferma con il panorama e poi effettuare un fotomerge, la cosiddetta “Doppia Esposizione”, una per le stelle e una per il panorama.

Se andate in montagna, di notte, non dimenticate dei vestiti pesanti 🙂

Vi lascio come al solito con una delle più belle foto del solito Ale Ziggio di Ziggiophoto, realizzata con una Olympus M5 Mark II, quindi sensore micro quattro terzi, un samyang 7,5 fisheye F3,5 (quindi 15mm equivalenti, ma scattata ad F4), ISO 800, con astroinseguitore.

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