“Following the Milky Way” Vol.2: Esposizione da usare per fotografare la Via Lattea

“Following the Milky Way” è la nostra rubrica in cui riassumiamo i concetti base da fare propri prima di approcciare alla fotografia astronomica. Nella prima puntata, “Dove e quando”, abbiamo analizzato i periodi dell’anno in cui la Via Lattea è visibile di notte, i giorni ideali, gli orari e i luoghi migliori.

In questa seconda puntata, invece, vi spiegheremo le basi dell’esposizione da utilizzare per ottenere i risultati migliori.

Avrete bisogno di un grandangolo, quanto più spinto e luminoso possibile.

Questo per il semplice motivo che, immaginando noi stessi fermi, le stelle (rispetto a noi) si muovono. Pur utilizzando un cavalletto, se allungherete troppo i tempi si formeranno delle fastidiose scie e le stelle non risulteranno più puntiformi.

Apertura: per non dover ricorrere a tempi e ISO troppo alti, sarà necessaria un’apertura di almeno f2.8. Ancora meglio se l’obiettivo fosse ancora più luminoso.

Tempo: il massimo utilizzabile affinchè non si formino le scie e dipenderà dalla lunghezza focale utilizzata, quanto più corta sarà tanto più potrete allungare il tempo di scatto senza che il movimento delle stelle durante l’esposizione sia “rilevante”. Perchè parliamoci chiaramente, le stelle si muovono costantemente, a qualsiasi tempo di scatto mentre la macchina fotografica è ferma (a meno di usare strumentazione particolare, ma ne parleremo in una delle successive puntate). Quindi siamo semplicemente alla ricerca di un tempo sotto il quale il movimento naturale delle stelle non ci dia in foto il senso di movimento, ma ci restituisca comunque qualcosa di decentemente puntiforme.

Troverete molti metodi online empirici o meno per il calcolo del tempo di scatto. C’è chi utilizza la regola del 400, quella del 500 o quella del 600. La verità è che la regola è ben più complessa, dipende da moltissimi fattori e io mi ci sono perso. Latitudini e longitudini moltiplicate per seni e coseni dell’angolazione… insomma, un disastro.

Il mio consiglio è quello di investire i primi minuti per capire quale possa essere il tempo più appropriato: puntare la porzione di cielo che volete immortalare, scegliere una delle regole citate (io parto con quella del 600), effettuare una prima esposizione di prova e rendersi conto se ci si possa spingere ancora oltre con il tempo o se si debba ridurre.

La regola del 600 ci dice che il tempo di scatto migliore, in secondi, è dato dal rapporto tra 600 e la focale equivalente (quindi in conversione full-frame).

Esempio. Fotocamera APS-C, Crop Factor = 1,5x, focale utilizzata 12mm. In questo caso potreste iniziare a provare con un tempo dato da:

T = 600/(12*1,5) = 33,3 sec

Qualora le stelle risultassero non puntiformi si procede con altre prove, togliendo dei secondi al tempo di scatto.

ISO: questo è un fattore molto soggettivo e dipende molto anche dalla fotocamera che stiamo utilizzando. Bisogna cercare un buon compromesso tra luce (stelle) che riusciamo a catturare e rumore digitale che si genera. Questo dipende anche dalla fotocamera che si utilizza, ovvio che se una fotocamera ci permette di spingerci tranquillamente a 3200 ISO generando poco rumore, saremo avvantaggiati e avremo risultati qualitativamente migliori rispetto ad una fotocamera che genera rumore già a 1600 ISO. Ad ogni modo a 1600 ISO si riescono ad avere dei risultati decenti, ormai, con molte fotocamere.

Queste sono delle indicazioni sui valori massimi utilizzabili, ma ovviamente ogni esposizione è da valutare sul campo. Non vi rimane che impostare un’esposizione di prova (esempio f2.8, 30 secondi e 1600ISO) e valutare cosa si possa migliorare scatto dopo scatto.

Come di consueto, vi lascio con alcuni scatti realizzati dall’amico del Blog, Ale Ziggio di “ZiggioPhoto“, grandissimo appassionato ed esperto di fotografia astronomica, con i relativi dati di scatto.

Questa è stata realizzata con un tempo di 20 secondi, focale da 24mm equivalenti, diaframma F1.4, ISO 1600. Trattasi di un JPEG senza Post Produzione:

Questa invece è stata scattata con le stesse impostazioni di ISO, apertura e focale rispetto alla precedente, ma con un tempo di 25 secondi:

Infine quest’ultima è stata scattata con una focale equivalente a 16mm fisheye (recuperando la distorsione in Post-Produzione), apertura f1.8, ISO 1600, tempo di 30 secondi:

Nella prossima puntata vi parleremo dell’attrezzatura necessaria, e degli accorgimenti da apportare affinche possiate ottenere il massimo dalla vostra fotocamera in questo tipo di fotografie.

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