Per la rubrica “Old But Gold”, proviamo l’Industar 61: obiettivo… Natalizio!

Nella prima puntata della nostra rubrica “Old But Gold” analizzeremo le prestazioni e le peculiarità di un obiettivo molto particolare: l’Industar 61.

L’obiettivo è stato testato su una Olympus OM-D E-M5 Mark-II, quindi con un crop factor di 2,0 rispetto ai valori nominali.

Cenni Storici:

L’Industar 61, è un obiettivo sovietico, prodotto dal 1970. Prodotto in due versioni principali, la L/D e la L/Z, la prima dedicata alle vecchie Zenith con attacco M39, la seconda per le M42. Focale da circa 50mm (dico circa perchè gli M39 variano tra i 52 e i 55mm), apertura massima f2.8.

la L indica un trattamento al Lantanio della lente. Sulla presunta leggera radioattività di questa lente ho letto parecchie cose, ma personalmente non me ne sono mai fatto un problema. La uso raramente, mai a contatto diretto. Insomma, credo che la possibilità che possa recare danni sia prossima allo zero, sempre se fosse confermata l’ipotesi della radioattività.

I vari aggiornamenti negli anni hanno portato anche alla dicitura “MC” (quindi Industar 61 L/Z MC) che indica trattamento “Multi Coated” antiriflesso delle lenti. Potete trovarlo sia con le scritte in cirillico, sia con le scritte in lettere romane.

Era l’alternativa russa al Tessar 50mm f2.8 di Zeiss.

La nostra versione:

La nostra versione è una L/Z, non MC, quindi immagino abbastanza vecchiotta. Presenta pochi segni di usura, le lenti sono tenute molto bene. Noto soltanto qualche piccolo granellino di polvere all’interno che però non ne compromettono la resa. Del resto stiamo parlando di una lente di almeno 30 anni fa (ma forse anche 40).

Segni particolari:

Il bokeh anomalo. Quest’obiettivo mi ha sempre incuriosito per la sua capacità, a partire da f5.6 fino a circa f8, di restituire un bokeh a stella naturale a 6 punte, da cui la mia definizione di “natalizio”. Questo è determinato dalla posizione delle 6 lamelle del diaframma, in quel particolare range di apertura. Questa è una caratteristica condivisa con un solo altro obiettivo mai prodotto, sempre sovietico, sempre dell’epoca: il Volna-9.

Costruzione e dimensioni:

è un obiettivo molto compatto. Lungo poco più di 5cm, monta filtri a vite da 49mm. Peso reale tra i 210 e i 220g. Completamente in metallo, molto solido.

Le ghiere di diaframmi e messa a fuoco sono fluide, forse la seconda è leggermente duretta, ma non saprei dire se è proprio una caratteristica della lente oppure i segni del tempo.

E’ un obiettivo che non ha la dicitura MACRO ma che si avvicina molto a questo genere d’obiettivo data la minima distanza di messa a fuoco molto contenuta. Con il fuoco al minimo, completo di adattatore sporge di circa 9,5cm dal corpo macchina e riesco a mettere a fuoco il mio metro aperto di 27,8cm. Questo vuol dire che la minima distanza di messa a fuoco è di 18,3cm.

Nitidezza e bokeh:

Non è certamente una lama, ma non è male, soprattutto da f4 in poi. Alle grandi aperture ci si scontra soprattutto con la ristrettissima profondità di campo, che limita il punto preciso di messa a fuoco a un punto singolo della ghiera o quasi. In ogni caso le premesse della rubrica, se le avete lette, erano quelle di non essere troppo esigenti da questo punto di vista. Da notare come a 5.6 compaiano le prime stelline nel bokeh, nonostante lo sfondo non sia favorevole.

F2.8
F4
F5.6

Il bokeh è più apprezzabile nelle seguenti fotografie. Lo sfondo formato dall’albero di Natale ci mostra lo sfuocato in tutta la sua bellezza. A tutta apertura restituisce delle “bolle di sapone” a mio avviso meravigliose (le bolle risultano tagliate di uno spicchietto. Credo sia un difetto del mio esemplare, e devo dire che amo questa “particolarità).

F2.8

A f5.6 possiamo notare lo “star bokeh” in tutta la sua bellezza.

F5.6

Conclusioni:

Se siete alla ricerca di un obiettivo “diverso” di sicuro troverete in quest’Industar-61 (o in alternativa nel Volna-9) quello che cercate, a patto di non pretendere nitidezze incredibili a tutta apertura. La minima distanza di messa a fuoco e il bokeh particolare vi permetterà di fare delle macro dall’effetto “wow”. Non è sicuramente la lente da “tutti i giorni”, il fuoco manuale presenta molte trappole soprattutto alle grandi aperture, ma se riuscite a portarlo a casa con una spesa non eccessiva (il mio esemplare l’ho comprato su eBay a circa 50€, spedizione da Kyev inclusa) saprà darvi delle belle soddisfazioni, così come le sta dando a me.

Potete cercarlo dove l’ho trovato io:

Industar-61: qui.

Volna-9: qui.

Vi lascio con una foto scattata a mia moglie a Verona, tra un mercatino di Natale e l’altro.

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