“Old But Gold”: la rubrica dedicata agli obiettivi vintage

Con la nostra nuova rubrica “Old but Gold” vi racconteremo di vecchie glorie della fotografia analogica, adattate al mondo mirrorless. Analizzeremo insieme se valga o meno la pena di spendere soldi per vecchi obiettivi manuali, montati su corpi macchina di recente concezione.

Ciò che leggerete di seguito era nato, in principio, come premessa alla prima puntata della rubrica, salvo poi rendermi conto che è doveroso dedicare un articolo intero a queste premesse.

Sensore:

Gli obiettivi “vintage” sono studiati e concepiti per essere usati sulle vecchie analogiche dal sensore in formato 35mm. Questo vuol dire che nella maggior parte dei casi, con i sensori delle più comuni mirrorless (APS-C e micro4/3), non sfrutteremo la lente nella sua interezza, ma in pratica ne sfrutteremo solo la parte più centrale, a copertura del sensore. Ciò che avete appena letto ha un duplice effetto: attenua uno dei più grandi limiti della maggior parte delle vecchie lenti analigiche, la nitidezza ai bordi. Molti obiettivi vintage infatti, a meno di andare a comprare a caro prezzo quelli che erano il top dell’epoca, risultavano molto nitidi al centro per poi avere un degrado più o meno forte delle prestazioni ai bordi dell’immagine. Potenzialmente quello di utilizzare solo la parte centrale della lente, in questi casi, è un vantaggio.
L’altra faccia della medaglia è che non si potrà godere appieno di alcuni effetti che si otterrebbero con il formato pieno. Un esempio è quello del bokeh a vortice di alcune lenti, che nel formato pieno restituisce un effetto molto più avvolgente rispetto ai formati minori.

Prestazioni:

Se siete maniaci della nitidezza, di quelli che ingrandiscono al 300% per cercare l’ago nel pagliaio, questa rubrica non fa per voi.
Salvo alcuni casi eccezionali (e a caro prezzo) il livello di dettaglio di queste lenti non è paragonabile a quello degli obiettivi di recente costruzione.
Inoltre i trattamenti delle lenti non sono sicuramente quelli attuali. Ciò comporta una minor resistenza ad alterazioni cromatiche, flare, soprattutto nelle lenti russe.

Automatismi:

Totalmente assenti. Diaframma manuale, meccanico. Messa a fuoco manuale, meccanica. Nessun dato exif. Per alcuni questo è un limite insormontabile, ma se riuscirete ad uscire dagli schemi, queste lenti vi faranno avvicinare molto alla vera fotografia. Vi tufferete (parzialmente) nel mondo in cui se non ci capivi qualcosa le foto non uscivano. Dico parzialmente perchè nella maggior parte dei casi riuscirete ad utilizzare tranquillamente la modalità priorità diaframmi (l’esposimetro continuerà a funzionare), che è in ogni caso, è un bell’aiuto.
Se pensate però che la messa a fuoco manuale con queste lenti sia difficile come quella delle lenti moderne, vi sbagliate. La messa a fuoco meccanica, rispetto a quella elettronica della maggior parte delle lenti moderne, restituisce un’esperienza molto più gradevole. Le modifiche effettuate manualmente saranno precise e istantanee. Personalmente odio i LAG, anche minimi, della messa a fuoco manuale elettronica. Le vecchie ghiere, inoltre, sono tutt’altra cosa rispetto a quelle moderne. Ciò è assolutamente concepibile dato che oggi la messa a fuoco manuale non è quasi più utilizzata e sarebbe uno spreco di soldi inutile, da parte dei costruttori, investire in ghiere di qualità.

Prezzi:

Ce n’è di ogni. Non è difficile fare degli affari nei mercatini dell’usato. Spesso si riesce a portare a casa lenti di buona qualità, luminosi a prezzi molto conenuti. Ovvio che per avere lenti più particolari, che presentano bokeh di un certo tipo e nitidezza migliore, bisogna sborsare di più. Certo che anche in quel caso l’investimento è sicuro: queste lenti ormai manterranno il loro valore nel tempo, in tutta tranquillità.

Conclusioni:

Sono dell’opinione che provare nuove ottiche sia qualcosa che, in ogni caso, arricchisce il bagaglio di un fotografo amatoriale. Ogni obiettivo ha delle caratteristiche uniche, che permetteranno di fare una fotografia che, con i suoi pregi e i suoi difetti, i suoi limiti e le sue peculiarità, non avresti fatto con nessun altro obiettivo. In un mondo in cui si scatta tutti con le stesse macchine fotografiche e tutti con le stesse ottiche, cercare qualcosa di nuovo in obiettivi di questo tipo può essere qualcosa di “unico”.

Provare per credere.

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