La funzione Hi-Res di Olympus: cos’è? come attivarla? funziona?

In quest’articolo vi parlerò di una delle funzioni più interessanti presenti su alcune Olympus di ultima generazione (per ora OM-D M5 Mark II e OM-D M1 Mark II): la High Resolution Mode (Hi-Res).

Pare che questa funzionalità permetta di restituire delle fotografie paragonabili a quelle di una full frame. Ma com’è possibile?

Le macchine fotografiche munite di questa funzionalità utilizzano il meccanismo di stabilizzazione del sensore per scattare 8 fotografie consecutive, muovendo leggermente il sensore in 8 posizioni diverse, in modo da aggiungere pixels all’immagine. Il risultato sarà una fotografia che avrà:

  • M5 MarkII: 40 MegaPixels per lo scatto in JPG, e 64 MegaPixels in RAW
  • M1 MarkII: 50 MegaPixels per lo scatto in JPG, e 80 MegaPixels in RAW

Sono Pixels reali o interpolati? Assolutamente Reali. Muovendo il sensore, la macchina riesce a catturare pixels reali non catturati con gli scatti precedenti.

Questa funzionalità non solo permette di avere una più alta densità di pixels e un conseguente maggior dettaglio, ma permette di avere una maggiore gamma dinamica e una tenuta ad alti iso eccezionale.

Non voglio soffermarmi sui tecnicismi e sui calcoli matematici che portano al numero esatto di stop di vantaggio tra lo scatto normale e quello in high-res. Voglio invece darvi delle informazioni pratiche su come attivare la funzionalità, su quando conviene utilizzarla, sui limiti del suo utilizzo. Inoltre vorrei lasciarvi con una galleria che metta a confronto scatti uguali eseguiti in modalità normale e in high-res con opportuni crop, per farvi toccare con mano la qualità delle immagini ad alta risoluzione.

Limiti di utilizzo.

La combinazione di 8 esposizioni consecutive, rende efficace questa modalità per i soli soggetti immobili (un po’ come succede nelle lunghe esposizioni). E proprio come nelle lunghe esposizioni è necessario l’utilizzo del cavalletto.

Inoltre risulta non essere vantaggiosa per focali oltre i 50mm.

Ci sono anche 2 limitazioni per l’apertura e per il tempo di scatto: non è possibile chiudere il diaframma oltre l’f8 (quindi si può scattare da tutta apertura a massimo f8), non si può scattare con un tempo di scatto oltre gli 8 secondi (quindi nel mio caso da 1/8000 fino a 8 secondi).

Come attivarla.

Semplicissimo.

Passo 1) Dal menù è possibile impostare il ritardo di scatto in modalità Hi-Res in modo da evitare micromosso dovuto alla pressione del dito sul pulsante di scatto. Questo passo va fatto solo la prima volta, se non lo si vuole cambiare.

Passo 2) Dal SuperMenù, nella modalità di scatto, dopo scatto singolo, multiscatto e scatto ritardato, ci sarà la seguente iconcina (è l’ultima):

Selezionarla e scattare.

Quando utilizzarla.

Io la utilizzo sempre quando ho a disposizione il cavalletto e sto fotografando soggetti immobili: paesaggi, architettura.

Confronto pratico.

Questo è uno scatto effettuato a casa, JPG, a iso 200 e 800, entrambe le esposizioni sono state scattate sia in modalità classica, sia in modalità Hi-Res, non sono state in alcun modo modificate, solo ritagliate per i crop. Sempre sul cavalletto, scatti hi-res con ritardo 2 secondi, scatti non hi-res scatto remoto tramite app.

Crop 1:

ISO200

Crop 2:

ISO800

Nonostante i 2 crop siano “estremi”, e nonostante la già buona nitidezza dello scatto non High-Res, lo scatto da 40MP restituisce chiaramente il marchio dell’altoparlante, dettaglio davvero piccolissimo, così come la marca della console a Iso800. E proprio a ISO800 si nota un netto vantaggio di rumore digitale del file a 40MP rispetto a quello normale da 16MP.

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